50° anniversario Gruppo Alpini
ottobre 2011
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21 giugno 2014
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GLI APINI VERONESI

La matrice alpina di Verona è ben al di fuori d'ogni sospetto, essendo la convivenza della città con i soldati della montagna una realtà che dura fin dal 1878. Allorché nel 1873 furono costituite le prime 15 Compagnie alpine, nessuna di esse fu destinata di stanza a Verona: gravitavano soprattutto verso il confine francese o nel Veneto orientale. Quando, poi, alla fine dello stesso anno esse di- vennero 24, ancora Verona, malgrado la sua posizione a ridosso del confine con l'Austria, venne ignorata e non divenne sede di alcun reparto. Dal i° gennaio i975, tuttavia, allorché furono costituiti i primi Comandi di Battaglione Alpini - per inquadrare meglio le 24 Compagnie esistenti e dopo che qualche solerte ufficialetto di Stato Maggiore ebbe studiato con maggiore attenzione, sulle carte, la posizione di Verona -essa divenne subito la sede di uno di essi: il W Battaglione, che venne destinato di sede a Verona, ma che era costituito dalle Compagnie 13a, 21a, 22a e 23a, composte, solo da Alpini bresciani e vicentini. La sede fu la caserma “Pallone” , che da allora, nel linguaggio popolare, divenne la “Caserma degli Alpini”. Occorreranno quasi quattro anni prima che giustizia venisse fatta e dopo che le Compagnie erano divenute 36! Nel 1878, infatti, il Battaglione cambiò numerazione divenendo il IX Battaglione, formato da due compagni di Alpini vicentini (31a - 32a) e due di veronesi (29a -30a). La data di nascita degli Alpini veronesi si può ascrivere, quindi, al 10 settembre 1978. L'anno 1883, vide attuarsi un altro terremoto ordinativo: nacquero i Reggimenti Alpini, nel numero di 6 (per un totale di 22 Battaglioni), mentre i Battaglioni Alpini cambiarono denominazione, assumendo quella di località. Cosi il IX Battaglione divenne il “Monti Lessini”, inquadrato nel 3° Reggimento, con sede a Torino. L'anno 1883 è testimone di un altro importante evento simbolico: l'adozione delle “Fiamme Verdi” sul bavero! Nel 1885 si rimescolarono ancora le carte e, nell'intento di conferire maggior razionalità ordinativa ai Reparti Alpini, il Battaglione “Monti Lessini” assieme al “Val Schio” e al “Val Brenta” entrò a far parte del 6° Reggimento, il cui comando aveva sede a Conegliano. Due anni dopo, nel 1887, ecco che il Comando del 6° Reggimento, forse attratto dal clima più favorevole, si trasferì a Verona. Ci resterà fino al 1926. Contemporaneamente il Battaglione “Monti Lessini” cambiò denominazione in Battaglione “Verona”, costituito dalle Compagnie 56a, 57a, 58a e 73a. Il Battaglione si avvaleva anche di due sedi distaccate: a Caprino Veronese ed a Boscochiesanuova. Da rilevare che ogni Compagnia aveva assegnata anche una salmeria costituita da 8 muli. Nacquero così i cosiddetti “sconci”, l'appellativo con cui gli Alpini chiamavano confidenzialmente i conducenti di quadrupedi, per via della loro uniforme eternamente trasandata a più non posso. Da notare ancora che sarà la 56a Compagnia del “Verona” a costituire l'ossatura del 1° Battaglione Alpini d'Africa, inviato in Eritrea nel 1896, al comando del Maggiore Davide Menini. Nel 1902 vennero costituiti i Gruppi Alpini, formati ciascuno da due o tre Reggimenti.

 

Il 6° Reggimento Alpini entrò a far parte, assieme al fratello 7° Reggimento, del III Gruppo, il cui Comando fu di stanza a Verona. Si giunse così all'agosto del 1910, allorché i Gruppi Alpini mutarono la denominazione in “Brigate Alpine”. La III Brigata era di stanza a Verona, costituita dai Reggimenti 6°, 7° e 8°, restandovi fino al 1915. Nel frattempo scoppiò la guerra contro la Turchia e gli Alpini veronesi del 6° si trovarono in Libia assieme a vari altri. Battaglioni di tutti gli altri Reggimenti. Al soffiare dei venti di guerra del 1° Conflitto Mondiale, i veronesi vennero arruolati soprattutto nei Battaglioni “Verona”, “Montebaldo” e “Val d'Adige”, che combatterono in Lessinia, sul Monte Baldo, ma poi operarono in varie altre località e anche sul terribile Monte Ortigara. A guerra finita, “Montebaldo” e “Val d'Adige” vennero disciolti, mentre, nel 1920, il “Verona” passerà alle dipendenze dell' 8° Alpini, che era di stanza in Friuli. Nel 1923, Verona divenne sede del 2° Raggruppamento Alpino, costituito da tre Reggimenti Alpini (tra cui il 6°) ed uno d'Artiglieria da Montagna. Nel 1926, il 6° Alpini fu, trasferito in Alto Adige, con sede a Vipiteno, osannato e rimpianto, lasciando alla Caserma “Pallone” solo il suo Deposito. Ancora un paio d'anni, ed ecco che il 2° Raggruppamento divenne Brigata Alpina. La Brigata resterà a Verona fino al 1929, allorché si trasferirà a Milano, modificando la denominazione in "Comando Supremo Tridentino", che nel 1935 otterrà il nome ben più famoso e leggendario di Divisione ”Tridentina”. La 2a Guerra Mondiale vide i veronesi combattere soprattutto nei ranghi del 6° Alpini e del 2° Reggimento Artiglieria Alpina, prima nel fango e gelo della Balcania e poi nell'inferno della Russia. Fu così che le caserme che avevano ospitato per tanti anni. le Penne Nere restarono vuote, mentre si faceva largo un “Esercito” di Alpini in congedo dell'A.N.A. Nel dopoguerra Verona ospitò il 12° Centro Addestramento Reclute Alpine a Montorio, restandovi fino alla metà degli anni `60. Furono tantissimi i giovani del luogo che, mese dopo mese, vi furono addestrati, prima di raggiungere i rispettivi Reggimenti, ai confini. Dal '64 Verona restò senza Reparti Alpini escludendo il periodo 1992-95 in cui il 9° Reggimento Artiglieria Pesante Campale “Rovigo”, supporto del 4° Corpo d'Armata Alpino, sarà ospitato nella caserma ”Passalacqua”, prima di essere sciolto nel turbinio delle ristrutturazioni decise dall'Esercito. Da allora, Verona non perse la peculiarità di alimentare con i suoi giovani le file della Brigata “Tridentina” prima e della “Julia”. Oggi la città ospita nella caserma di Montorio il 4° Reggi- mento Alpini Paracadutisti “Monte Cervino”, il cui motto è “Mai strack”.