50° anniversario Gruppo Alpini
ottobre 2011
Gita Alpini diga Vajont
21 giugno 2014
Chiesa di S. Egidio

La storia degli Alpini (7)

Mercoledì, 25 Marzo 2015 21:34

SUL CAPPELLO CHE NOI PORTIAMO

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SUL CAPPELLO CHE NOI PORTIAMO…

 

La severa sconfitta subita dal Regio Esercito Italiano nel corso della 3a Guerra d'Indipendenza (1866) fu la causa primaria che portò alla costituzione, nell'ottobre dell'anno 1872, del Corpo degli Alpini, con l'intento primario di interdire il transito di reparti austriaci lungo le valli di confine, diretti alla pianura Padana. I soldati Alpini, reclutati sul posto ed avvezzi ai disagi ed alla durezza della vita di montagna, avrebbero, così, garantito l'impenetrabilità dei confini d'Italia. Tuttavia, nati per operare in montagna, gli Alpini e gli Artiglieri da Montagna (nati nel 1878) si ritrovarono a combattere spesso in terreno inadatto ai loro mezzi: in pianura, se non addirittura nel deserto africano.La Domenica del Corriere

Il "Battesimo del Fuoco" avvenne nel 1897, in Eritrea dove alla conquista di. quelle lontane terra prese parte il I Battagli.one Alpini d'Africa (Magg. Menini) che s'immolò ad Adua, perdendo l'80°/o dei suoi. effettivi e conquistando le prime Medaglie d'Oro al Valor Militare. Non solo, s'andò ben più lontano, poco dopo. Nel corso della "Rivota dei Boxers" , in Cina nel 1900, infatti, il Corpo di Spedizione Italiano - inserito nel Contingente Internazionale inviato per riportare la calma in quel grande e misterioso Paese - comprendeva due Batterie d'Artiglieria da Montagna. Successivamente, tutti. gli Reggimenti. Alpini esistenti all'epoca presero parte, con loro Battaglioni

 

alla Campagna di Libia (1911-13), dove i soldati della montagna dovettero lasciare a casa, per opportunità, i fedeli muli entrati in servizio nel 1878, per adottare i più adatti (anche se scomodi) cammelli e dromedari. Furono 88 i Battaglioni Alpini che successivamente presero parte alla Grande Guerra 1915-18. Poco più di 1250 giorni di guerra sulle più aspre vette delle Alpi, combattuti tra enormi difficoltà ambientali. Circa 35.000 furono le "Penne Mozze" e 78.000 gli. Alpini feriti. Nel corso del Ventennio, Unità Alpine operarono in Africa Orientale Italiana, nel 1935, per contribuire alla conquista dell'Impero. Troppo noti. sono gli eventi connessi con la 2a Guerra Mondiale, sull'aspro Fronte Occidentale, in Africa Orientale, nella terribile Campagna Balcanica e nella Lontana, inospitale, spietata e gelida terra di Russia. Oggi, dopo aver vigilato i confini patrii. per 40 anni, in ambito NATO, le Brigate Alpine operano in Balcania, Africa e Medio Oriente, nel contesto di. Missioni. di Pace garantite dall'ONU - avendo congedato i fedeli muli e incorporato, nel 2002, le ragazze d'Italia -operando con immutato spirito di Corpo e fedeltà alle Istituzioni.

 

Mercoledì, 25 Marzo 2015 21:27

GLI ALPINI VERONESI

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GLI APINI VERONESI

La matrice alpina di Verona è ben al di fuori d'ogni sospetto, essendo la convivenza della città con i soldati della montagna una realtà che dura fin dal 1878. Allorché nel 1873 furono costituite le prime 15 Compagnie alpine, nessuna di esse fu destinata di stanza a Verona: gravitavano soprattutto verso il confine francese o nel Veneto orientale. Quando, poi, alla fine dello stesso anno esse di- vennero 24, ancora Verona, malgrado la sua posizione a ridosso del confine con l'Austria, venne ignorata e non divenne sede di alcun reparto. Dal i° gennaio i975, tuttavia, allorché furono costituiti i primi Comandi di Battaglione Alpini - per inquadrare meglio le 24 Compagnie esistenti e dopo che qualche solerte ufficialetto di Stato Maggiore ebbe studiato con maggiore attenzione, sulle carte, la posizione di Verona -essa divenne subito la sede di uno di essi: il W Battaglione, che venne destinato di sede a Verona, ma che era costituito dalle Compagnie 13a, 21a, 22a e 23a, composte, solo da Alpini bresciani e vicentini. La sede fu la caserma “Pallone” , che da allora, nel linguaggio popolare, divenne la “Caserma degli Alpini”. Occorreranno quasi quattro anni prima che giustizia venisse fatta e dopo che le Compagnie erano divenute 36! Nel 1878, infatti, il Battaglione cambiò numerazione divenendo il IX Battaglione, formato da due compagni di Alpini vicentini (31a - 32a) e due di veronesi (29a -30a). La data di nascita degli Alpini veronesi si può ascrivere, quindi, al 10 settembre 1978. L'anno 1883, vide attuarsi un altro terremoto ordinativo: nacquero i Reggimenti Alpini, nel numero di 6 (per un totale di 22 Battaglioni), mentre i Battaglioni Alpini cambiarono denominazione, assumendo quella di località. Cosi il IX Battaglione divenne il “Monti Lessini”, inquadrato nel 3° Reggimento, con sede a Torino. L'anno 1883 è testimone di un altro importante evento simbolico: l'adozione delle “Fiamme Verdi” sul bavero! Nel 1885 si rimescolarono ancora le carte e, nell'intento di conferire maggior razionalità ordinativa ai Reparti Alpini, il Battaglione “Monti Lessini” assieme al “Val Schio” e al “Val Brenta” entrò a far parte del 6° Reggimento, il cui comando aveva sede a Conegliano. Due anni dopo, nel 1887, ecco che il Comando del 6° Reggimento, forse attratto dal clima più favorevole, si trasferì a Verona. Ci resterà fino al 1926. Contemporaneamente il Battaglione “Monti Lessini” cambiò denominazione in Battaglione “Verona”, costituito dalle Compagnie 56a, 57a, 58a e 73a. Il Battaglione si avvaleva anche di due sedi distaccate: a Caprino Veronese ed a Boscochiesanuova. Da rilevare che ogni Compagnia aveva assegnata anche una salmeria costituita da 8 muli. Nacquero così i cosiddetti “sconci”, l'appellativo con cui gli Alpini chiamavano confidenzialmente i conducenti di quadrupedi, per via della loro uniforme eternamente trasandata a più non posso. Da notare ancora che sarà la 56a Compagnia del “Verona” a costituire l'ossatura del 1° Battaglione Alpini d'Africa, inviato in Eritrea nel 1896, al comando del Maggiore Davide Menini. Nel 1902 vennero costituiti i Gruppi Alpini, formati ciascuno da due o tre Reggimenti.

 

Il 6° Reggimento Alpini entrò a far parte, assieme al fratello 7° Reggimento, del III Gruppo, il cui Comando fu di stanza a Verona. Si giunse così all'agosto del 1910, allorché i Gruppi Alpini mutarono la denominazione in “Brigate Alpine”. La III Brigata era di stanza a Verona, costituita dai Reggimenti 6°, 7° e 8°, restandovi fino al 1915. Nel frattempo scoppiò la guerra contro la Turchia e gli Alpini veronesi del 6° si trovarono in Libia assieme a vari altri. Battaglioni di tutti gli altri Reggimenti. Al soffiare dei venti di guerra del 1° Conflitto Mondiale, i veronesi vennero arruolati soprattutto nei Battaglioni “Verona”, “Montebaldo” e “Val d'Adige”, che combatterono in Lessinia, sul Monte Baldo, ma poi operarono in varie altre località e anche sul terribile Monte Ortigara. A guerra finita, “Montebaldo” e “Val d'Adige” vennero disciolti, mentre, nel 1920, il “Verona” passerà alle dipendenze dell' 8° Alpini, che era di stanza in Friuli. Nel 1923, Verona divenne sede del 2° Raggruppamento Alpino, costituito da tre Reggimenti Alpini (tra cui il 6°) ed uno d'Artiglieria da Montagna. Nel 1926, il 6° Alpini fu, trasferito in Alto Adige, con sede a Vipiteno, osannato e rimpianto, lasciando alla Caserma “Pallone” solo il suo Deposito. Ancora un paio d'anni, ed ecco che il 2° Raggruppamento divenne Brigata Alpina. La Brigata resterà a Verona fino al 1929, allorché si trasferirà a Milano, modificando la denominazione in "Comando Supremo Tridentino", che nel 1935 otterrà il nome ben più famoso e leggendario di Divisione ”Tridentina”. La 2a Guerra Mondiale vide i veronesi combattere soprattutto nei ranghi del 6° Alpini e del 2° Reggimento Artiglieria Alpina, prima nel fango e gelo della Balcania e poi nell'inferno della Russia. Fu così che le caserme che avevano ospitato per tanti anni. le Penne Nere restarono vuote, mentre si faceva largo un “Esercito” di Alpini in congedo dell'A.N.A. Nel dopoguerra Verona ospitò il 12° Centro Addestramento Reclute Alpine a Montorio, restandovi fino alla metà degli anni `60. Furono tantissimi i giovani del luogo che, mese dopo mese, vi furono addestrati, prima di raggiungere i rispettivi Reggimenti, ai confini. Dal '64 Verona restò senza Reparti Alpini escludendo il periodo 1992-95 in cui il 9° Reggimento Artiglieria Pesante Campale “Rovigo”, supporto del 4° Corpo d'Armata Alpino, sarà ospitato nella caserma ”Passalacqua”, prima di essere sciolto nel turbinio delle ristrutturazioni decise dall'Esercito. Da allora, Verona non perse la peculiarità di alimentare con i suoi giovani le file della Brigata “Tridentina” prima e della “Julia”. Oggi la città ospita nella caserma di Montorio il 4° Reggi- mento Alpini Paracadutisti “Monte Cervino”, il cui motto è “Mai strack”.

Mercoledì, 25 Marzo 2015 21:13

I REPARTI ALPINI VERONESI

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I REPARTI ALPINI VERONESI

Tradizionalmente, i veronesi hanno sempre prestato il loro Servizio di Leva prevalentemente nelle file del 6° Reggi- mento Alpini o nel 2° Reggimento Artiglieria da Montagna della Brigata “Tridentina”. Con lo scioglimento di questa i veronesi entrarono a far parte dei Reparti della Brigata Alpina “Julia”. Di seguito i Reparti tradizionali.

Btg. Alpini “Verona”

Il Battaglione Alpini “Verona” fu costituito nell'anno 1886 in ambito 6° Reggimento Alpini, forte di tre Compagnie (56a -57a -58a), già del disciolto Btg. ”Monti Lessini” e con la 73a Compagnia poi disciolta nel 1936. Dal mese di febbraio del 1887 all'aprile del 1888, la 56a Compagnia fornì, in particolare, l'ossatura del Battaglione di formazione alpino che fece parte del Corpo di Spedizione Italiano in Eritrea, posto al comando del Maggiore Davide Menini, veronese d'adozione Dal 1911 al 1913, il “Verona” prese parte alla Campagna di Libia (guerra italo-turca), che vide la partecipazione di molti reparti alpini, inquadrato nel 6° Reggimento Alpini. Nel 1914, il Battaglione fu mobilitato e ricevette in rinforzo la 92a Compagnia di Milizia Mobile, che poi nel 1916 cedette al Btg. “Monte Boldo”. Battaglione Alpini VeronaNel corso della Grande Guerra 1915-18 il “Verona” operò in Val Lagarina e poi sugli Altopiani, dove - in particolare - prese parte alla sanguinosissima battaglia del Monte Ortigara, pagando un prezzo altissimo in vite umane. Successivamente operò ancora - principalmente - in Val Brenta, sul M. Grappa e sul Fiume Piave. Partecipò anche alla battaglia vittoriosa di Vittorio Veneto, che concluse la guerra. Dal 1920 al 1926, il Battaglione operò inquadrato nelle file dell'8° Reggimento Alpini. Mobilitato nel 1939, prese parte alle operazioni connesse con la 2a Guerra Mondiale, combattendo prima sul Fronte Occidentale (Francia), poi in Albania e Grecia e quindi in Russia (inquadrato nel 6° Reggimento Alpini), dove giunse costituito dalle tradizionali Compagnie (56a -57a -58a), cui venne aggiunta la 113a Compagnia Armi d’Accompagnamento. In particolare, il Btg. Alpini “Verona” fu protagonista nella disperata e vittoriosa battaglia di Nikolajewka, nel febbraio del 1943, che consentì agli Alpini di uscire dalla sacca in cui erano stati costretti dai russi. Rientrato i n ltalia semidistrutto, il Battaglione - in fase di ricostruzione in Alto Adige - fu travolto dai tragici eventi connessi con l'8 settembre 1943. Nel dopoguerra non venne più ricostituito.

 

Btg. Alpini “Val d'Adige”

Battaglione di Milizia Territoriale del 6° Reggimento Alpini, il Battaglione fu costituito nel 1915, per esigenze belliche, con le compagnie 256a, 257a e 258°. Nel corso della Grande Guerra 1915-18, il “Val d'Adige” operò nella zona tra il lago di Garda, la Val d'Adige e la Vallarsa. Passò, poi, in Val Posina e sull'Altopiano di Tonezza. Successivamente prese parte all'offensiva sulla Bainsizza, operando, ancora, sul Monte Grappa, in Val Brenta, sull'Altopiano dei Sette Comuni ed infine nella battaglia di Vittorio Veneto. Il Battaglione venne sciolto nell'anno 1919, riprendendo vita l'anno dopo con le Compagnie 94a, 144a e 145a del disciolto Btg. “Monte Comun”. Battaglione Val D'AdigeNel 1921, detto reparto assunse la denominazione di Battaglione Alpini “Trento”. Il Battaglione “Val d’Adige” rivide la luce nell'anno 1939; in conseguenza dei venti di guerra che soffiavano, (sempre alle dipendenza del 6° Reggimento Alpini), con le tradizionali Compagnie 256a, 257a e 258a. Nel 1940 prese parte alle operazioni in montagna sul Fronte Occidentale, contro la Francia, venendo sciolto nell'ottobre dello stesso anno. Nell'anno 1957, il Btg. Alpini “Val d'Adige” fu ricostituito per circa in mese in sede di svolgimento di importanti esercitazioni NATO. Nel 1963, il Battaglione fu ricostituito per l'ennesima volta (per cambio di denominazione del XXIV Battaglione), divenendo il Battaglione Alpini d'Arresto “Val d'Adige”, posto alle dipendenze del 21° Raggruppamento Alpini d'Arresto, con sede in Alto Adige. Fu sciolto definitivamente nel 1964.

 

Mercoledì, 25 Marzo 2015 20:59

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

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L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

L'Associazione Nazionale Alpini (ANA) nacque a Milano l'8 luglio 1919, per iniziativa di circa 250 reduci della Grande Guerra 1915-18 che avevano duramente combattuto nei Reparti Alpini sui vari fronti di guerra. Gli scopi primari della novella Associazione, cosi come indicati dal primo Statuto Associativo, erano: - tenere vivo lo spirito di Corpo e tramandare le tradizioni alpine; - raccogliere, conservare e diffondere la storia e le glorie degli Alpini; - conservare i vincoli di fratellanza tra chi era stato Alpino e le altre Associazioni d'Arma; - onorare degnamente gli Alpini caduti per la Patria. IL primo Presidente eletto, quasi all'unanimità, fu il Maggiore On. Daniele Crespi. Ben presto, giorno dopo giorno, il numero degli iscritti cominciò a salire, mentre nel contempo in altre città d'Italia, nascevano - timidamente ma con fede - le prime Sezioni e Gruppi. Oggi le Sezioni sono 83 e gli iscritti circa 300.000. E’ curioso ricordare come, inizialmente, il Consiglio Direttivo dell’Associazione non accettava le domande d'iscrizione degli Ufficiali effettivi, dei Cappellani e degli Ufficiali Medici. La norma, tuttavia, venne subito abrogata, nella considerazione che il primo Presidente eletto era un... Ufficiale.

Cartolina AlpiniCartolina prodotta dall'Associazione Nazionale Alpini

 

 

Anche gli Artiglieri da Montagna non furono accettati e si dovettero riunire in un'Associazione a parte, prima di confluire, giustamente, nell'ANA nel 1928. Nel periodo del Ventennio, l'Associazione assunse la denominazione di “10° Reggimento Alpini”, mentre le Sezioni divennero “Battaglioni” ed i Gruppi “Compagnie”. Tutti questi enti erano dotati di Vessilli e Gagliardetti. Attualmente, e già da anni, l'Associazione ha provveduto ad aggiornare lo Statuto dando grande slancio al concetto di Solidarietà.

Associazione Alpini

L'Associazione è rappresentata da un Labaro, su cui sono appuntate 207 Medaglie d'Oro al V.M. individuali.

 

L'Associazione si avvale di un periodico ad uscita mensile “L'Alpino” a mezzo del quale comunica con gli Alpini iscritti e fornisce loro indicazioni e suggerimenti di comportamento morale, in modo, apartitico e senza pregiudizi di razza, religione e stato sociale.  

 

Mercoledì, 25 Marzo 2015 12:59

Il Gruppo Alpini di Bagnolo

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IL GRUPPO ALPINI DI BAGNOLO

di Adriano Visentini

 

Verso La fine dell'anno 1959 ed inizio 1960, il Serg. TURATO Isachia Giulio (allora Sindaco di Nogarole Rocca) cominciò a contattare e riunire gli Alpini ex combattenti ed i “Bocia” Alpini che negli anni successivi al conflitto avevano svolto il Servizio di Leva nelle varie Brigate alpine (Julia, Cadore, Tridentina, Orobica, Taurinense). L'intento era di costituire un Gruppo Alpini in congedo che, oltre a condividere appieno le finalità e le tradizioni del Corpo, contribuisse ad ingrossare la già nutrita schiera dell'Associazione Nazionale Alpini, Sezione di Verona. Nell'anno 1961, a coronamento di tante riunioni di coordinamento (a volte anche un po'... “tumultuose”), il novello Gruppo Alpini vide finalmente la sua nascita (anche se solo ufficiosa), con La benedizione data dal 1° Cappellano don Giovanni Andreoli e assumendo la denominazione di “Gruppo Alpini Bagnolo N.R.”. Di seguito si riporta l'elenco dei soci fondatori:

- Serg. TURAT0 Isachia Giulio (2° Rgt. Art. alpina);

- Art. alp. GRIGOLI Romano (2° Rgt. Art. Alp., Gruppo “Vicenza” e 5° Rgt. Art. alp., Gruppo “Val d'Adige”);

- Art. alp. PIVA Angelo (2° Rgt. Art. alp., Gruppo “Vicenza”; - Art. alp. BIANCHINI Erminio (2° Rgt. Art. alp., Gruppo “Bergamo”, reduce Fronte greco-albanese e russo);

- Art. alp. B0SC0 Bruno (2° Rgt. Art. alp., Gruppo “Val d'Adige”, reduce Fronte Greco-albanese e russo);

- Alp. ANDREOLI Adelino (6° Rgt. Alp., Btg. “Monte Baldo” e Btg. ”Bicocca” , 2a Compagnia, in Sardegna);

- Art. alp. RONCARI Luciano (Art. som. Campagna in A.0.I.);

- Alp. MAIELLI Enrico (8° Rgt. Alpini, Rep. Salmerie);

- Alp. BUIO Mario (Guardia alla Frontiera);

- Alp. TRENTINI Leonardo, (6° Rgt. Alpini, Bgt.”Edolo”,

- Alp. ZANON Cesare, (6° Rgt. Alpini, Btg.”Trento”,

- Alp. RESIDORI Danilo (21 ° Rgpt. Alpini d'Arresto),

- Alp. ROVERSI Bruno, (6° Rgt. Alpini, Btg. ”Trento”). Arrivati ad un numero ritenuto sufficiente (circa 30 iscritti), nell'anno 1963 venne approntata la documentazione prescritta per la definitiva iscrizione all'A.N.A. Poi, avendo trovato, finalmente, un luogo dove riunirsi (sede sociale) ed eletto il Capo Gruppo nella persona dell'Art. alpino Piva Angelo, a coronamento di tutte le difficoltà incontrate, il Gruppo venne ufficialmente alla luce, nel 1964, nel corso di una cerimonia che vide presenti molti Alpini entusiasti e gioiosi. Subito dopo venne inaugurato il Gagliardetto, che venne a sancire a tutti gli effetti che il Gruppo Alpini Bagnolo N.R. faceva parte della grande famiglia alpina. Per l'occasione, madrina dell'evento fu la Signora Veneri. Mariuccia, figlia dell'Alpino Veneri Arnaldo, del 6° Rgt. Alpini, Btg. “Verona”, deceduto in prigionia in Germania (assieme al altri 60.000 sfortunati) quale prigioniero l.M.I. (Internato Militare Italiano) e sepolto ad Amburgo.

 

Piva Angelo

Nella foto, il 1° Capogruppo Art. Alp. PIVA Angelo ripreso in una bella posa d'epoca, nella sua uniforme alquanto a... vela ed in posa stile “Regime Dux”! Congedato e costituito con altri amici il Gruppo Alpini, era ora necessario eleggere, come dci Statuto e Regolamento, il Capogruppo. Dopo vori tentativi e varie riunioni di coordinamento e vista la sua disponibilità, veniva eletto Capogruppo l'Art. Alp. Piva Angelo, classe 1909. L’incarico comportava, come ben noto, di far muovere i primi passi al novello sodalizio, dare un'identità ed un preciso indirizzo associativo, fare proselitismo verso altri Alpini del luogo che ancora non conoscevano l'esistenza della nuova realtà associativa ed avere i primi contatti con le autorità cittadine, facendo comprendere le finalità degli Alpini. Non solo, bisognava incominciare a redigere la documentazione necessaria per l'iscrizione alla Sezione A.N.A. di Verona, cosci non facile, vista la mancanza d'un telefono e la distanza da Verona. Poiché mancava una sede idonea, il Piva con la moglie Doralice, non ci pensò su per mettere a disposizione il Bar “Sport”, di cui era proprietario. Sotto la sua dedizione e sagacia, il Gruppo, pur non numeroso, provvide ad essere sempre presente alle cerimonie associative, dedicando anche tempo ed energie a favore della Casa di Riposo “Cesare Bertoli” di Bagnolo, che ospitava anche alcuni degenti Alpini. Nel 1971, col lento aggravarsi dei suoi problemi di salute, si vide costretto a passare la mano ad altri. La sua presenza fra noi si chiuse nel 1975 allorché “Andò avanti” nel Paradiso del Gen. Cantore. 

 

Da questa data, il Gruppo iniziò una sua attività sociale e culturale dedicata in massima parte alla diffusione dello spirito alpino e dei suoi ideali (Amor Patrio, rispetto delle istituzioni, Solidarietà verso il prossimo e assistenza ai più deboli, incontri annuali nella casa di Riposo Cesare Bertoli). Il secondo Capogruppo fu l'Alpino Buio Mario, classe 1908, che aveva svolto il suo periodo di Leva nei reparti della Guardia alla Frontiera (G.A.F.), nella foto sotto visibile al centro, mentre - in epoca successiva -passa le consegne al giovane Umberto Zanon, tuttora in carica, anche se con qualche capello... più grigio!

Il Presidente Buio Mario Il Presidente Buio Mario prese in mano il Gruppo, pur mantenendo l'incarico di “Porta Gagliardetto”, cercando di dargli lo stesso slancio del predecessore. Rappresentava il Gruppo in tutte le ricorrenze ufficiali, dove la presenza del Gagliardetto veniva richiesta. Gli anziani del Gruppo lo ricordano ancora oggi partire col suo inesauribile ”Vespino” - calzando il cappello Alpino e con il Gagliardetto ripiegato nel fodero, portato a tracolla - per raggiungere i luoghi di svolgimento delle manifestazioni. E così per anni. Nel 1976, fu costretto a lasciare l'incarico per motivi di salute ed età. Caldo sarà il saluto fattogli nel corso di una cena di saluto, con consegna di una bella targa ricordo, in segno di gratitudine. Resterà sempre iscritto all'A.N.A. fino al 1985, allorchè raggiunse l'amico Piva Angelo nel Paradiso del Gen. Cantore, per continuare il… “Tesseramento”.

Negli anni seguenti, l'attività del Gruppo venne a prendere sempre maggior impulso con incontri di varia tipologia: gite sociali con visita alle caserme di Reparti Alpini, partecipazione ad adunate nazionali e locali, iniziative di Solidarietà di vario aspetto. Venne anche colmata una lacuna di Bagnolo allorché (su propria iniziativa e sostenendo la spesa totale) con l'assenso del Comune, venne iniziata la costruzione del Monumento ai Caduti bagnolesi, di tutte le Armi e Corpi delle Forze Armate, progettato e costruito dall'architetto Silvino Miriamoli, cittadino bagnolese. L'inaugurazione ebbe luogo nel 1982, nel corso di una solenne e commovente cerimonia alla quale presenziarono il Presidente sezionale Lenotti e molti gagliardetti ed Alpini di Gruppi simpatizzanti.

Il monumento venne poi completato ed abbellito, con più interventi successivi, fino a raggiungere l'aspetto attuale, elegante e sobrio. Passati i primi anni d'assestamento, il proseguo del cammino vide sempre di più il consolidamento delle finalità iniziali del Gruppo, che incominciò a darsi una fisionomia ben definita ed un indirizzo di comportamento sempre più preciso, registrando il lento ma continuo ingresso di nuovi “Bocia” che, finita la “Ferma” nelle Truppe Alpine, condividevano lo Spirito di Corpo ed i motivi ispiratori degli iscritti. Dalla data della costituzione del Gruppo, quindi, tre sono stati i Capigruppo che si sono impegnati in successione (Angelo Piva, Mario Buio e l'attuale reggente cav. Umberto Zanon, coadiuvati, nel tempo, da cinque Soci facenti funzione di Segretari: Totola, Visentini, Carreri, Sbrozzeri e Vallani).

L'anno 1970 fu un anno particolarmente delicato, poichè vide la filiazione dal Gruppo di Bagnolo di un secondo Gruppo, quello di Nogarole, che portò ad assottigliare fortemente le file organiche. Ma, operando con fede e slancio, il sodalizio ripartiva nell'intento di raggiungere nuovi obiettivi, tornando ad ingrossare le file fino a raggiungere in pochi anni le 70 unità. Gli anni '90 hanno segnato una fase di collaborazione con il Gruppo Alpini di Bardolino, in particolare in occasione delle celebrazioni delle Feste dell'Uva. Il Gruppo di Bagnolo è anche gemellato con altri Gruppi similari: Jalmicco (Sezione di Palmanova), Rovereto (Sezione di Trento) e Rivoli Veronese, con i quali dà vita a incontri cordiali per iniziative diverse, in varie occasioni.

Serg. Turato Isachia Giulio

Il Serg. Turato Isachia Giulio, promotore e socio fondatore del Gruppo, mentre legge la Preghiera

Nell'anno 1999, il Gruppo riuscì a dotarsi di una sede propria (in Baita!) ottenuta dal Comune in comodato, dove gli associati hanno l'occasione d'incontrasi, rinsaldare e promuovere nuove amicizie e mantenere salda e presente la memoria storica della propria Alpinità. L'anno 2003 vide avverarsi un fatto insolito, vanto del Gruppo: l'adozione a distanza d'un bimbo africano proveniente dal lontano Togo, per dare un maggiore senso pratico al concetto di Solidarietà umana; l'adozione vive tuttora e sarà rinnovata in futuro. Tra le tante cerimonie promosse e vissute nel passato, è doveroso ricordare la grande Adunata Alpina della Zona isolana, abbinata al 25° anniversario della fondazione del Gruppo, avvenuta nel 1986, resa indimenticabile da una sentita partecipazione della cittadinanza, con centinaia di bandiere Tricolori esposte, l'allestimento di molte vetrine dedicate all'evento, manifestazioni nelle scuole, serate musicali e di cori. In particolare fu approntata una cartolina con annullo, opera dell'Alpino Gianni Ainardi a simbolo e ricordo della importante manifestazione.

l'Artigliere Adriano Visentini

L’Artigliere Adriano Visentini ripreso con il suo fedele e.. . “ruotato” mulo “Cinque” che, tuttavia, evidenzio un atteggiamento perplesso, espresso dalle orecchie basse. Che Visentini non sia affatto il suo tipo?

 

Il giorno dopo ebbe luogo la sfilata lungo le vie dell'abitato -guidata dal Sindaco e dal Presidente Sezionale Lorenzo Dusi - risultò imponente, aperta dal Vessillo sezionale e da 31 Gagliardetti di altri Gruppi. Oggi il Gruppo Alpini di Bagnolo conta 66 iscritti, guidato dal 1976 dal paziente ed attivo Umberto Zanon, nel frattempo eletto Consigliere sezionale, che continua incessantemente a portare avanti la sua attività associativa, dare e promuovere nuove amicizie e mantenere salda l'iniziativa cominciata 35 anni fa, coadiuvato dai suoi validi collaboratori.

 

Un gruppo di Soci in gita sociale in Alto Adige, in luoghi fortificati nel passato

 

Un gruppo d'Artiglieri da Montagna in bella mostra a fianco d'un glorioso 75/13 reduce della Guerra Mondiale 1915-18 e della Campagna di Grecia di Russia, che avrà potuto raccontare ai suoi giovani serventi molte delle sue straordinarie avventure di guerra.

 

Venerdì, 20 Marzo 2015 22:26

L'evento Filatelico a Celebrazione

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L'EVENTO FILATELICO A CELEBRAZIONE

 

Cartolina degli Alpini

 

La cartolina a fianco è stata realizzata a celebrazione della cerimonia per il 50° anniversario della costituzione del Gruppo Alpini di Bagnolo N.R. e del 139° anniversario della costituzione del Corpo degli Alpini. 

L'annullo, qui sopra, è stato realizzato da bozzetto disegnato dall'Alpino Gilberto Toffaletti. Sotto: cartolina tratta da disegno di Gianni Ainardi prodotta per il 25° del Gruppo di Bagnolo N.R., nel giugno 1987.

Cartolina degli alpini tratta dal disegno di Gianni Ainardi

Mercoledì, 11 Marzo 2015 07:27

LA SEZIONE DELL`ANA

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LA SEZIONE DELL`A.N.A.

 

Fu alla domenica 11 aprile 1920, che nel Palazzo della Gran Guardia, si tenne la prima Assemblea della neo- nata Sezione Alpini di Verona, dopo che alcuni reduci molto motivati ed entusiasti ne avevano gettato il se- me, pochì mesi prima, in una stanzetta del Caffè Europa, in Piazza Bra, a Verona.

Quella di Verona era la quarta Sezione dell'Associazione, in ordine di tempo, che vedeva la luce, dopo: Torino, Bassano e ``Verbano'' (Intra).

In quell'Assemblea - che fu tenuta alla presenza del primo vice Presidente dell'A.N.A. Nazionale, Arturo Andreoletti venne eletto un ``Comitato di Reggenza'', in attesa degli esiti dell'elezione del primo Presidente della Sezione Veronese, che si sarebbe tenuta in epoca successiva.