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IL CASTELLO DI NOGAROLE

di Umberto Tellini

 

L'esistenza del castello di Nogarole è attestata per la prima volta nel 1205. La prima pur sommaria descrizione risale tuttavia soltanto al 1340 nell'inventario del patrimonio di Bailardino da Nogarole. È menzionato come il castello di Nogarole, con due torri, quattro torricelle, e con delle fosse tutto intorno. La dotazione interna di armi inoltre denuncia l'importante ruolo difensivo del castello. Vi sono tre macchine da lancio, 38 corazze, 29 collari di piastra, 56 maschere, 59 cappelli di ferro. 89 diversi tipi di balestra, migliaia e migliaia di proiettili, diversi tipi di lance e molto materiale atto alla difesa contro gli assedianti: zolfo, pece, colla.

Tutto insomma suggerisce La presenza stabile di una guarnigione costituita quanto meno da diverse decine di combattenti.

Alla seconda metà del primo Trecento risale la costruzione nelle immediate vicinanze del castello, di due cinte fortificate concentriche, denominate bastite. Indica originariamente, la fortificazione di campagna costruita da un Esercito durante una campagna militare; che poi passano dall'uso propriamente militare alla funzione di rifugio temporaneo per le popolazioni del territorio, durante i periodi di guerra o di minaccia di guerra. Le bastite di Nogarole, svolgevano questa funzione di difesa permanente grazie ad una struttura lignea di una certa robustezza e consistenza, ma che restò sempre tale. Ambedue le bastite di Nogarole, quella vecchia, la più interna, addossata al castello, e quella nuova o esteriore, erano circondate da una palizzata in legno, probabilmente da un terrapieno, e da un fossato.

Il Castello di Nogarole Rocca

La Rocca con le sue Bastite e le poche case della "Villa di Nogarole", in un disegno del 1620 di Lorenzo Giavarina.

 

Nel 1405 la Repubblica di Venezia acquisì il dominio politico e militare su Verona e sul suo territorio. La Curia di Nogarole era in quegli anni soggetta a Iacopo Dal Verme, cui il Governo Veneto l'aveva concessa in vitalizio nel dicembre 1405. Nel 1409 muore il Dal Verme. Sorsero delle dispute testamentarie conseguentemente furono stesi tre inventari nell'arco di pochissimi anni: nel 1404, nel 1406 e nel 1409. Questi documenti ci forniscono una serie importante di informazioni sugli edifici esistenti all'interno della cerchia fortificata. L'edificio principale, denominato come d'uso palazzo, era a due piani.

Esso ospitava al piano superiore, al quale si accedeva mediante una scala definita «magna», la «sala» e diverse camere, senza una distinzione tra usi residenziali e usi funzionali: al ricovero di scorte e di armi sono adibiti anche ambienti del primo piano. Verosimilmente, era questo l'edificio principale che ospitava anche le carceri, il forno, il deposito dei cereali e una cantina. Nella corte c'è un portico, in mezzo a questa attorniato dalle case, un edificio con torchi e il pozzo, nonché una chiesa. Per quanto riguarda le torri, secondo l'inventario del 1406, vi è una “torre grande” provvista di due campane, una grande e una piccola, che sembra far corpo col palazzo, a cui si aggiungono una torre che sovrastava il ponte levatoio, e almeno altre tre piccole torri se non quattro. Dopo La morte del Dal Verme il castello rientrò ovviamente tra quelli che furono stabilmente presidiati da castellani veneziani. Nel 1544, Venezia lo vende all'incanto al veneziano Leonardo Boldù per il prezzo di 520 ducati.

Il 28 marzo dell'anno successivo il castello passò, per rinuncia del Boldù, a Giovanni Bevilacqua Lazise, e tornava dunque a costituire un tutt'uno con Nogarole. Al momento dell'asta, Venezia aveva stabilito che il compratore del castello avrebbe dovuto assumersi l'obbligo di togliergli la sua funzione militare per adibirlo solo ad abitazione. Una mappa del primo Seicento, ci suggerisce l'idea di tali lavori. Sono ancora presenti le quattro torri angolari, ma gli spazi intermedi sono interamente occupati dalle abitazioni signorili e dagli edifici ad esse ausiliari, e il fossato circostante appare interrato. Nello spazio compreso fra la rocca vera e propria e la fossa che recinge le bastite si collocano dodici edifici rusticali e una chiesa.