50° anniversario Gruppo Alpini
ottobre 2011
Gita Alpini diga Vajont
21 giugno 2014
Chiesa di S. Egidio

DON GIOVANNI ANDREOLI: UN PRETE DAL CUORE D’ORO

di don Ilario Rinaldi

 

Non è facile racchiudere in poche righe la vita di una persona, scomparsa 8 anni fa, a 82 anni, dopo aver svolto per 56 anni il Ministero sacerdotale a San Michele Extra, a Bagnolo, al Santuario della Corona ed a Pai di Torri del Benaco.

Don Giovanni non era un grande oratore, anche se lo si ascoltava volentieri; non era uno studioso puntiglioso o un ricercatore attento, ma le sue caratteristiche singolari erano: la grande bontà d'animo e soprattutto la capacità d'ascolto e di dialogo nei confronti delle tantissime persone che avvicinava e con le quali sapeva instaurare rapporti profondi, incisivi e duraturi. Il suo ottimismo di fondo lo rendeva capace d'incoraggiare sempre, riuscendo a cogliere ed a mettere in Luce elementi positivi anche nelle situazioni più difficili e drammatiche che gli venissero presentate. Don Giovanni era dotato d'una straordinaria memoria che gli consentiva, a distanza di mesi e di anni, di conservare vivo il ricordo dei fatti, avvenimenti, situazioni che le persone con grande confidenza, quale sui sapeva ispirare, affidavano al suo grande cuore.

Don Giovanni Andreoli

S'incontrano anche oggi, in qualsiasi paese o zona della provincia, persone che hanno avvicinato don Giovanni, che gli hanno parlato, e da allora questo sacerdote ha rappresentato per loro un grande punto di riferimento. Fin da ragazzo ho potuto ammirare la sua pazienza e bontà; infatti offriva, all'epoca, la sua generosa collaborazione ad un sacerdote anziano, dotato di singolare sapienza e profonda santità, accettando di buon grado i limiti che un paese di contenute dimensioni poteva offrire. Viveva, infatti, in una casa colonica dignitosa, ma modesta se confrontata con ambienti molto più ricercati e accoglienti rispetto a quelli che don Giovanni trovava a Bagnolo. Il suo Ministero si svolgeva in Parrocchia e, soprattutto, nella Casa di Riposo per Anziani, raggiunta quotidianamente in bicicletta (non prese mai la patente e quindi non guidò mai una macchina), in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo. Là, ogni giorno celebrava l'Eucarestia per le Suore e per gli Ospiti della casa.

Alla morte dell'anziano parroco molti avrebbero voluto vedere don Giovanni alla guida spirituale della Comunità di Bagnolo, servita con pazienza ed amore per quasi 20 anni.

I Superiori chiedevano però che il paese, dopo alcuni anni di stagnazione, si rinnovasse un po' e così con grande disappunto di don Giovanni e dei Fedeli per il Vicario così generoso vennero riservate altre incombenze. Si può dire che la Provvidenza ha predisposto tutto questo, assicurando al sacerdote spazi molto più ampi d'Apostolato, con la possibilità d'avvicinare, d'ascoltare d'incoraggiare e seguire migliaia e migliaia di persone, che salendo devotamente al Santuario della Corona avevano bisogno di sostegno, d'aiuto, di consolazione. Anche questo Servizio durato alcuni anni, era però destinato a terminare, a causa dei radicali lavori previsti per la Chiesa-Santuario e che furono diretti con scrupolosa attenzione e grande audacia da un altro Sacerdote, più giovane di don Giovanni e dotato di rare qualità organizzative. A don Giovanni veniva così offerta la possibilità di tornare alla sua terra d'origine, a quel lago che sempre era rimasto nel suo cuore. Pai è diventata così per anni meta ininterrotta di Fedeli, che da ogni parte giungevano per godere d'una parola illuminata, amica ed incoraggiante.

L'ultima parte della vita di don Giovanni è stata segnata dalla malattia, un male incurabile apparso in bocca e che renderà meno brillante e sciolto il suo parlare; in seguito l'impietoso male ha invaso l'organismo e s'è trasformato in metastasi. Le possibilità d'avvicinare don Giovanni s'andavano sempre più assottigliando. La sua morte, affrontata con esemplare serenità, ha lasciato in tantissime persone un vuoto incolmabile. Il suo funerale è stato un trionfo e la sua tomba, nel cimitero di Bardolino, è meta di un continuo e devoto Pellegrinaggio.

 

Don Giovanni Andreoli fu un Alpino! Al tempo dovuto fu chiamato alle Armi espletando il suo Servizio nell'ambito della Brigata "Tridentina”. Successivamente fu colpito dal... richiamo divino e divenne sacerdote. Ma non dimenticò mai il suo “Cappello”. Fu socio fondatore del Gruppo Alpini di Bagnolo e suo animatore, espletando per anni le funzioni religiose per gli Alpini.