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I SANTI PATRONI: MAURIZIO E BARBARA

San Maurizio fu consacrato Patrono del Corpo degli Alpini a seguito di Bolla Papale n° 669, da parte di Sua Santità Pio XII, su deliberazione della “Sacra Congregazione dei Riti” vaticana, cui s'erano rivolti i Cappellani Alpini ed i Grandi Comandi Alpini, il 5 luglio 1941, per avere un loro Santo protettore.

L'attenzione fu posta su Maurizio martire. Alla fine del 11 secolo d.C. la Legione romana “Tebea” così chiamata perché i coscritti erano tutti di Tebe, era di stanza proprio a Tebe, antica capitale d'Egitto. La Legione “Tebea” aveva come simbolo una croce rossa in campo bianco ed era comandata dall'Imperatore dell' Impero Romano d'Oriente: Diocleziano. Questi, inviò, nell'anno 286 d.C., la Legione Tebea in Occidente, per far fronte ad esigenze militari in Francia e Germania. La legione “Tebea” s'attestò a Martigny, mentre Maurizio, che aveva l'incarico di “Primicerus”, ossia Comandante di Legione, si trasferì ad Agauno. Massimiano dispose di dar vita ad un rito propiziatorio a favore degli Dei, che prevedeva il sacrificio di alcuni esseri umani. Naturalmente Maurizio e molti suoi legionari si rifiutarono d'accettare un simile sacrificio perché la maggior parte di essi erano Cristiani.

Massimiano, venuto a conoscenza di questo rifiuto, ordinò una prima decimazione (ogni 10 soldati ne veniva scelto uno che veniva decapitato) poi una seconda ed infine lo sterminio della Legione. Un centinaio d'anni dopo fu scoperto, in località Aguano, un cimitero Gallo-Romano. Il Vescovo di Martigny, Teodoro, ritenne trattarsi del luogo di sepoltura dei martiri tebani. Nel 515, poi, il Re Burgundo Sigismondo fece realizzare sul luogo un'Abbazia, dove vennero traslate le spoglie di Maurizio. Fu così che il luogo, assunse poi il nome di “Saint Maurice”.

Il nome Maurizio significa “moro”, cioè uomo dalla carnagione scura. Si presume, infatti, che fosse un africano membro di una famiglia potente proveniente dal Nord Africa, per abbracciare la carriera militare.

  Santa Barbara è la Patrona degli Artiglieri tutti, dei Marinai, dei Vigili del Fuoco, dei Genieri, a seguito di Bolla Papale del 4 dicembre 1951 di Sua Santità Pio XII. Barbara nacque a Nicomedia (l'attuale città turca di lsmid) alla fine del III secolo d.C. venendo martirizzata dall'Imperatore Massimiliano.

Suo padre Dioscure aveva fatto costruire una torre per rinchiudere la figlia durante i suoi viaggi per affari affinché i giovani non la potessero ammirare e circuire. La torre aveva inizialmente due finestre rivolte verso Oriente, ma la figlia ne fece costruire una terza.

Allorché il padre gliene chiese il motivo, essa rispose: “Tre sono le sorgenti di luce che illuminano ogni uomo che viene al mondo: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”. Da ciò egli comprese che la figlia era Cristiana ed in conseguenza cercò in tutte le maniere di farla ricredere, ma fu del tutto inutile.

Allora il padre, esasperato dalla fermezza di Barbara ricorse a Marziano, Governatore della città, accusando pubblicamente la figlia e chiedendone la morte.

Il Governatore Marziano fece accompagnare Barbara davanti al suo cospetto, rimanendo affascinato dalla sua bellezza. Nonostante le pressioni per farla desistere dal suo credo Barbara rimase ferma verso le sue convinzioni cristiane.

A questo, punto Marziano la fece frustare e poi ustionare con ferri roventi, facendola poi riportare in carcere. Ma quando il giorno dopo la povera ragazza venne riportata al suo cospetto, egli notò con grande sorpresa che ferite ed ustioni erano scomparse dal corpo. Decise allora per la decapitazione, che venne eseguita personalmente dal padre.

La leggenda narra che, scendendo dal colle dove poco prima era stata eseguita la cruda sentenza, egli fu colpito da un fulmine che la incenerì. Due sono le ipotesi dove i resti di Barbara possano essere conservati: nella chiesa di San martino, nella laguna veneta o nella chiesa di San Sisto a Piacenza.