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FRATELLI D’ITALIA: IL NOSTRO INNO

 

Nel corso dell'anno 2011, l'Inno Nazionale è stato cantato centinaia di migliaia di volte nel corso delle innumerevoli e molteplici manifestazioni connesse con la celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia. E gli Alpini sempre in primo piano! Dobbiamo alla città di Genova il “Canto degli Italiani”, meglio conosciuto come: “Inno di Mameli”.

Goffredo Mameli

Scritto nell'autunno del 1847, dall'allora studente e acceso patriota Goffredo Mameli e musicato poco dopo a Torino dall'altro genovese Michele Novaro, il “Canto degli Italiani” nacque in quel clima di fervore patriottico che già preludeva alle successive guerre combattute contro l'Austria.

L'immediatezza dei versi e l'impeto della melodia ne fecero il più amato canto dell'unificazione, non solo durante la stagione risorgimentale, ma anche nei decenni successivi. Non a caso, infatti, Giuseppe Verdi, nel suo “Inno delle Nazioni”, del 1862, affidò proprio al “Canto degli Italiani” e non alla “Marcia Reale” il compito di simboleggiare la nostra Patria, ponendolo accanto a “God save the Queen” e alla “Marsigliese”. Fu quasi naturale, dunque, che il 12 ottobre 1946 l'Inno dì Mameli divenisse l'Inno nazionale della Repubblica Italiana. Goffredo Mameli dei Mannelli nacque a Genova il 5 settembre 1827. Studente e poeta precocissimo, di sentimenti liberali e repubblicani, aderì alle idee di Mazzini nel 1847 partecipando alle grandi manifestazioni genovesi per le riforme e compose il “Canto degli Italiani”.

D'ora in poi la vita del poeta-soldato sarà interamente dedicata alla causa italiana. Nel marzo 1848 fu a Milano per combattere gli austriaci a capo - col grado di Capitano dei Bersaglieri - di 300 volontari. Nel febbraio 1849 sarà a Roma, assediata dai Francesi, dove fu ferito ad una gamba da piombo amico. Morirà di setticemia il 6 luglio successivo a soli 22 anni. Le sue spoglie riposano al Mausoleo Ossario del Gianicolo, a Roma.

Michele Novaro nacque povero il 23 ottobre 1818, dove studiò composizione e canto. Convinto liberale, offrì alla causa dell'Indipendenza il suo talento compositivo musicando decine di canti patriottici. Morì povero nel 1885.

Il loro inno, che quando si diffuse fu fortemente osteggiato dalle Autorità governanti perché considerato eversivo, fu cantato per darsi coraggio durante le guerre risorgimentali, fu intonato, in particolare, dai “Mille” che conquistarono L'Italia Meridionale al seguito di Garibaldi e successivamente fu sempre molto popolare.

Oggi è amato da tutti gli Italiani che si rispettino e da sempre è stato cantato dagli Alpini, nel corso delle vane cerimonie patriottiche cui partecipavano, anche quando non era “di moda” il farlo.

Pentagramma Inno di Mameli

Cartolina tratta dalla collezione di Adriano Visentini, che riporta le 5 strofe che compongono l'inno e il pentagramma musicale.

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